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I Libri Fernando
Ortiz, Contrappunto del tabacco e dello zucchero,
-Rizzoli- Un libro che non parla di
vitolas, marche, degustazioni. Un libro dimenticato ma straordinariamente importante
per comprendere quanto intimo sia il rapporto del puro con la cultura di un intero
Paese, Cuba ovviamente. Contrappunto del tabacco e dello zucchero, edito in Italia
da Rizzoli nel 1982, è ra praticamente introvabile perché uscito
di catalogo. Cercatelo in qualche remainder, chiedetelo agli amici, andate in
biblioteca come quando eravate studenti. Perché in questo volume scritto
da un brillante antropologo troverete tante ragioni per continuare a fumare il
sigaro. E tanti argomenti per difenderlo da chi pensa che sia solo una moda. Fateci
sapere che cosa ve ne sembra. Mandateci i vostri commenti. E magari qualche editore
si decidere a ripubblicare questo prezioso contributo alla comprensione di un'antica
passione. Andrea Castiello d'Antonio,
Il grande libro dei sigari, - Alberti & c.
Editore- Andrea
Andrea Castiello è uno psicologo romano da tempo fumatore e collezionista
di avana. Ai puros è dedicato questo volume che in sei capitoli si
propone di accompagnare il lettore nell'affascinante mondo dei cubani, dalla coltivazione
del tabacco alla "nobile arte della degustazione". Castiello ripercorre
la storia di Cuba, si sofferma a lungo sulle fabricas, analizza il procedimento
di costruzione del sigaro, presenta tutte le più note marche cubane, riportando
i pareri dei maggiori esperti internazionali. Un intero capitolo è dedicato
ai sigari centroamericani, con particolare attenzione per i dominicani e per lo
stato della competizione con gli avana. La professione di Castiello non poteva
ovviamente restare fuori. E le competentze psicanalitiche emergono nel capitolo
deidcato al fascino dell'Avana e al suo valore di status symbol, alla moda americana
e ai legami con lo Zen. Con una colta provocazione sul potere autocurante di un
buon sigaro. Gianfranco Plenizio, Havana
nel Corazon, 265 pagine, Mursia Gianfranco
Plenizio, pianista, compositore e direttore d'orchestra, è un friuliano
che vive e lavora a Roma da molti anni. Nel suo piccolo prosegue una tradizione
che va da Listz a Wagner, da Sibelius a Ravel e che vede intrecciarsi musica e
sigari avana. Lui, ex fumatore di pipa, li ha scoperti più di 20 anni fa
e da allora ci si dedica con curiosità e attenzione. Il libro è
la summa della sua esperienza di havanista appassionato: un pò di storia,
i formati, le marche, la scelta del sigaro e la conservazione. Il tutto raccontato
senza mai annoiare con tecnicismi anche quando affronta gli aspetti più
tecnici (i codici di produzione sul fondo delle scatole, ad esempio). Molto originale
l'idea di una serie di dialoghi immaginari tra l'autore e un romanziere defunto
celato dietro le iniziali E.H. (Hemingway, ovviamente). È l'elegante espediente
a cui fa ricorso Plenizio per dare voce alle sue paure di fumatore d'annata: non
è che i cubani stanno per cedere alla logica industriale rinunciando alla
qualità? Non è che gli avana stanno cambiando gusto per andare incontro
alla richiesta di fumo più leggero? Il libro si chiude con un divertente
Stupidario, dizionario dei luoghi comuni sul sigaro. È proprio vero che
di sciocchezze sui sigari se ne dicono tante.
Pedro
Juan Gutiérezz, Senza un cazzo da fare,
Edizioni e/o La vita di strada a Cuba
è una cosa importante. Gutiérezz, 48 anni , strillone e professore,
scultore e poeta, riesce a renderla senza compiacimenti e anche nei suoi toni
più duri. Scrive alla Bukowski e racconta in prima persona le avventure
di un exgiornalista che si arrangia con la borsa nera, approva l'attività
di marciapiede della fidanzata e soprattutto non risparmia e non è risparmiato
da alcuna donna. Eccitante? A prevalere nei racconti è più la malinconia
"concreta" di quel palazzone mezzo mangiato dalla salsedine dove vive
il protagonista. E che sembra vera metafora dello stato generale di Cuba e della
sua gente. Leonardo Padura Fuentes,
Paesaggio d'autunno, Marco Tropea Editore, 298
pagine Ecco un investigatore cubano,
il tenente Mario Conde, che neanche tanto indirettamente è ispirato e si
ispira al Pepe Carvalho di Montalban. Ma qui il clima è più crepuscolare
e il contesto imbarazzante. Padura Fuentes, 43 anni, è alla quarta puntata
della sua saga con la quale ha trovato un modo di raccontare lo sfacio del suo
Paese (vive all'Avana) senza incorrere nelle punizioni della censura. Avana 1989,
mentre sulla città sta per abbattersi il ciclone Felix, un espatriato appena
rientrato viene trovato ucciso e castrato. Gli scenari possibili sono tanti, quello
che si apre davanti a Conde propone marciume di regime e intrighi internazionali,
traffici di opere d'arte e avidità da burocrati senza scrupoli. Ma alla
fine ancopra una volta si conferma che a Cuba la passione regolatrice resta la
passione. Soprattutto perché in mezzo al groviglio si scalda una bellissima
donna dai capelli rossi e dagli occhi di ghiaccio. |