| La Pianta del Tabacco.... |
Esistono 2 tipi di pianta del tabacco:
il corojo e il criollo.
La prima viene sempre coltivata in serra e produce
delle foglie più pregiate
esteticamente che si usano per la capa del sigaro,
cioè la parte esterna, che deve essere liscia
e vellutata.....
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Tabacco
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| Prezzi al rialzo: Romeo
y Julieta |
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€
16,10
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Churcills
(Tubos) |
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€
9,80
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belicosos |
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€
8,60
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Exhibicion
N° 3 |
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€
8,20
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Exhibition
N°4 |
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€
7,80
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Coronas |
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€
7,00
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Cazadores |
prosegue in I
Prezzi
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| Il Sigaro anche per lei... |
A contribuire al nuovo corso del sigaro
sono anc he
le donne che, libere da pregiudizi, stanno portando
nel mondo del fumo il loro inconfondibile tocco di
stile.
prosegue
in Il
Sigaro
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| Gli "Oscar" del sigaro... |
Nella categoria dei corona
il primo posto spetta a Cuba con Montecristo N°
4 con 90 punti, seguito con un distacco di un
solo punto da Nicaragua con C.A.O. serie anniversario
1968-1998.
Nella classe doppio corona è ancora
il Nicaragua a dettare...
prosegue in I
Migliori
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E' noto che, quando sbarcò
a Cuba nel 1492, Cristoforo Colombo fu subito attratto da uno dei rituali che
vedeva ripete dagli indigeni in occasione di cerimonie di tipo religioso: gustare
l'aroma e il sapore di un fumo grigio chiaro emesso da un insieme di foglie di
una pianta locale
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| Il tabaco, strumento composto da
due cannule da inserire nelle narici con cui gli Indios inalavano direttamente
il fumo. | arrotolata a forma di
tubo. Il sacerdote che sovrintendeva alla
funzione, detto behike, offriva alle divinità i fumi di una pianta speciale
chiamata cohiba. Il fumo si poteva inalare anche direttamente attraverso
uno strano strumento, il tabaco. Oggi sappiamo che quelle foglie appartenevano
alla pianta che da allora ha preso il nome di tabacco, all'epoca nota in Europa
unicamente per il suo potere terapeutico. Veniva infatti utilizzata come
pianta medicinale per uso esterno contro varie malattie, tra cui le infiammazioni
della pelle, i morsi di serpenti velenosi e, non certo da ultime, le infezioni
delle vie respiratorie. Cantare, danzare, bere e fumare erano atti di devozione
religiosa degli indigeni cubani che accomunavano gli animi e rilassavano il corpo
e la mente. Sono queste le origini di una vera e propria "arte dei
sensi": il fumo di un buon havana ascoltando musica dai ritmi unici
come i latino americani, a noi nota come afro-cubano, e al cospetto di un bicchiere
di distillato di canna da zucchero, il mitico ron (rhum). Il sigaro, all'epoca
molto primordiale in quanto a manifattura, fu importato in Europa dagli
spagnoli al seguito di Colombo. Da subito si è innescato un fenomeno di
opposizione fra proibizionisti da una parte e "libertari" senza mezzi termini
dall'altra: proprio come accade oggi. I seguaci di Colombo che accesero il loro
primo sigaro in Spagna furono incarcerati e torturati dalle autorità che attribuivano
all'odore di quel fumo effetti devastanti e demoniaci, e poi rimessi in libertà
da altri esponenti delle stesse autorità, che invece a quella inebriante fragranza
non sapevano resistere. Il tabacco e i sigari furono ammessi al commercio,
ma mai liberamente, come qualsiasi altro manufatto legato al tabacco.
A partire dalla Spagna fino a gli altri stati europei che iniziarono a importare
tabacco, furono creati dagli enti governativi che avevano il monopolio assoluto
su questi prodotti. Esattamente come ai giorni nostri. E per giorni nostri intendiamo
i recenti anni 50 e 60, importantissimi per la "grande isola" di Cuba. Con la
rivoluzione culturale del presidente Fidel Castro alla testa tutto il popolo cubano,
la produzione e la vendita di sigari, soprattutto agli Stati Uniti, divennero
una delle maggiori entrate per la nuova Repubblica. Spinto da chissà quale pressione
dell'opposizione
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| Il sacerdode indio (behike) offre
al totem che rappresenta la divinità il fumo di cohiba, con i relativi
umori e odori. | governativa (a una rilettura
della storia non si giudica altrimenti il gesto del compianto statista e ideologo
della politica delle Nuove Frontiere), nel 1961 il presidente Kennedy ordinò quell'orribile
atto passato alla storia come Embargo commerciale per tutti i prodotti cubani
verso gli USA, inclusi i sigari. Anche se fabbricati con tabacco cresciuto nelle
isole vicine a Cuba, come la Repubblica Dominicana e la Giamaica, spesso con lo
stesso nome, lo stesso metodo, gli stessi semi cresciuti a Cuba (tra le poche
cose che i dissidenti dalla Rivoluzione portarono con sé al momento dell'espatrio),
anche se arrotolati da mani esperte quanto quelle dei "maestri" cubani, i sigari
non cubani hanno difficilmente conquistato il palato, il naso e la gola dei fumatori
esperti, inclusi gli statunitensi. Afferma il presidente Castro che il perché
della grande differenza di qualità tra i sigari cubani e quelli del resto del
mondo lo sa solo il Creatore, che ha posizionato Cuba proprio lì dov'è, esposta
al sole, ai venti, al sale del mare, alle piogge tropicali. Un'altra spiegazione
risiede nell'arte di chi coltiva il tabacco con i metodi di una volta,
e sa arrotolare le foglie e conservarne il prezioso risultato come solo i maestri
di alta gioielleria fanno con le gemme più rare e preziose. |
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